Dal 1992
Wanda Pirol, Rino Santoro e Geppi Di Stasio: trent'anni di testi originali e riscritture del repertorio napoletano.
Era la stagione 1992/93 quando fu presa la decisione che avrebbe cambiato il corso delle rispettive carriere. Stanchi delle estenuanti tournée alle dipendenze artistiche del capocomico di grande nome di turno, Luigi Di Stasio — titolare dell'allora Compagnia Stabile Napoletana e co-gestore del Teatro delle Muse — lanciò l'idea di una compagnia autosufficiente.
I titoli c'erano tutti e, per giunta, tutti in famiglia.
Attrice che aveva attraversato i repertori più diversi, dall'avanspettacolo alla prosa, divenendo imprescindibile negli anni d'oro del Teatro Sannazaro di Napoli.
Proveniente anch'egli dall'avanspettacolo, riuscì a distinguersi in ambiti teatrali sempre più blasonati, napoletani e nazionali.
Si offrì anche come regista, contando su una fantasia visionaria e colta ma, al tempo stesso, diretta e immediata.
Si cominciò con un adattamento da Antonio Petito, l'ultimo grande Pulcinella: un testo poco frequentato, dal titolo chilometrico, che Di Stasio rinominò Poveri ma… ricchi e che in seguito è diventato un sempreverde del repertorio con il titolo Ricchi in canna e poveri sfondati.
Dati i successi inaspettati, Di Stasio decise di proporre testi originali usciti dalla sua penna. Si ricomincia con La gente non deve sapere, cui seguono innumerevoli altri titoli inediti.
Testi che, nell'ironia feroce, affondano la lama nella realtà contemporanea, raccontati con mano delicata e professionale.
La ragione, e forse il segreto, di questi successi è da ricercarsi nella provenienza, sia geografica sia culturale, ma soprattutto in una scuola e in una militanza al fianco di maestri indiscussi del teatro.
Hanno lavorato accanto a
Tutto ciò li ha resi credibili e considerati i veri referenti del teatro di repertorio a Roma.
Prenotazioni e informazioni
Teatro delle Muse
Via Forlì 43
00161 Roma
Metro B — Piazza Bologna